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L'ISOLA DI PASQUA

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Pubblicato da in CURIOSITA' · 2 Aprile 2020
L’isola di Pasqua, conosciuta anche come RAPA NUI, è uno dei luoghi più isolati al mondo; il continente cileno dista ben 3700 km!
Ma partiamo dal principio: l’isola di Pasqua si chiama così proprio per il banale motivo a cui pensiamo tutti. È stata scoperta la Domenica di Pasqua del 1722. La scoprì l’ammiraglio olandese Jacob Roggeveen che vi mise piede dopo che un suo “concorrente” pirata la avvistò 35 anni prima.
Quindi perchè non scoprire insieme qualche curiosità di questa misteriosa isola!?

                            

Gli indigeni la chiamavano TE PITU o TE HENUA; l’isola quindi era abitata da una cultura curiosamente molto avanzata. Gli abitanti autoctoni dell’isola avevano una propria scrittura basata sui disegni e una struttura religiosa e sociale abbastanza sofisticata. Durante l’epoca d’oro dell’isola si contavano 15.000 abitanti che hanno portato avanti una forte tradizione artistica la cui massima espressione è rappresentata dalle famose teste scolpite nella roccia lavica e alte fino a 10 metri.
Già, le teste, il cui nome più tecnico è STATUE MOAI, sono uno dei più grandi misteri che circonda l’isola. Uno dei primi esploratori riportò che le teste erano raffigurazioni dei sovrani del passato, ma oggi i ricercatori sembrano in grado di smentire questa teoria. Sembrerebbe infatti essere più probabile che siano raffigurazioni di eroi mitologici e divinità propiziatorie. I primi sarebbero dovuti servire per incutere timore alle masse o chi si avvicinava all'isola, le seconde per portare fortuna ovunque il loro sguardo si posasse, motivo per cui molti di loro guardano verso il mare.



Il primo a studiare i Moai fu un ricercatore norvegese che ne dimostrò il processo di scultura e trasporto individuando anche un deposito di statue incompiute e una grossa cava incisa nella parete del vulcano estinto di Rano Raraku.
Uno dei misteri ancora aperti riguardo le statue riguarda tuttavia il metodo con cui venivano trasportate dalla cava alle coste. Il metodo proposto dagli archeologi, infatti, prevede l’utilizzo di tronchi d’alberi che sull’isola sono quasi del tutto assenti. Come avrebbero potuto sollevare statue tanto pensate senza l’utilizzo del legno? La risposta sembrerebbe essere nel terreno, dove i ricercatori hanno trovato tracce di polline di palme cilene che forse ricoprivano l’isola in passato.

Voi cosa ne pensate dell'Isola di Pasqua? Fatecelo sapere nei commenti.



2 commenti
Voto medio: 123.5/5
Alfonso Battezi
2020-06-21 23:33:49
Sono stato in vacanza qualche anno fa, e devo dire che merita come posto!ve lo consiglio..Buon viaggio a tutti✌
Mariano billi
2020-04-04 20:30:25
Interessante!Grazie
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